Si è svolto il 15 aprile 2026 l’incontro “Rigenerazione Sud: competenze, lavoro, sostenibilità. Le rinnovabili per il futuro del Mezzogiorno” realizzato da Associazione Civita in collaborazione con A2A, presso la sede dell’Associazione Civita a Piazza Venezia, Roma.


Il convegno è stato occasione di dialogo tra Istituzioni, mondo delle imprese e realtà sociali, una riflessione condivisa sull’opportunità che la transizione energetica rappresenta anche e soprattutto in termini occupazionali, con un focus dedicato al Mezzogiorno.

Dopo i saluti di apertura di Simonetta Giordani, Segretario Generale dell’Associazione Civita e ospite, sono intervenuti Luca Bianchi, Direttore Generale SVIMEZ, Ilaria Catastini, Direttore Generale Fondazione MAIRE - ETS, Nicola Dell’Acqua, Presidente ARERA, Claudio De Vincenti, Presidente Onorario Fondazione Merita, Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato A2A, Fabio Maisto, Head of Regional Affairs A2A. Le conclusioni istituzionali sono state affidate a Giuseppe Di Giacomo Pepe, Capo Segreteria Tecnica del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega di funzioni in materia di politiche per il Sud.

Il dibattito originava dai risultati enunciati nel rapporto di ricerca promosso da SVIMEZ sul dato occupazionale nel Mezzogiorno. Se questione ormai nota è la carenza di competenze nel settore della transizione energetica, significativo è il dato dei NEET soprattutto in Regioni come la Campania e la Calabria. Il rapporto enuncia però dati confortanti, mostrando un incremento dell’occupazione, soprattutto giovanile, proprio nel Mezzogiorno. Se il dato è fortemente connesso ai settori “tradizionali” (come turismo e costruzioni), altrettanto forte è la percezione, anche nel Mezzogiorno, della positività dell’indotto lavorativo che la transizione energetica può trainare – generando richiesta di nuove competenze e quindi di nuove professionalità e percorsi formativi. Una trasformazione profonda che pervade i modelli di progettazione, produzione e occupazione.

Servono interventi e investimenti in loco da parte delle Aziende. Ed è in questo scenario che si innesta l’intervento del nostro Direttore Generale Ilaria Catastini, anche Head of Sustainability di MAIRE Group, che ha portato sul tavolo del dialogo due riflessioni. Da una parte, l’esempio del Gruppo, che proprio a Catania ha scelto di aprire un nuovo polo di eccellenza per lo sviluppo di tecnologie per la decarbonizzazione; dall’altra, l’analisi dello scenario globale sulla percezione e l’urgenza di formare competenze per l’attuazione della transizione energetica, che, come Fondazione, portiamo avanti con lo sviluppo della collana “Climate Goals”.

Opportunità significa far scoprire alle giovani generazioni che galassia sottesa ci sia dietro “l’ingegneria” e la formazione connessa al settore energetico tutto, ma anche valorizzare, “reskillare”, competenze appartenenti a settori che via via stanno andando in disuso.


Su questa scia l’incontro si è concluso sottolineando come la sinergia tra mondo culturale, industriale e istituzionale possa far avverare e sfruttare la leva competitiva che proprio sulle competenze può fondarsi.