Si è svolta il 18 maggio 2026, nell’ambito del Symposium targato Nextchem all’Aja, la presentazione del secondo paper della ricerca “Climate Goals – Addendum 3” edizione 2026, contenente un focus sull’Olanda.


La ricerca “Climate goals”, promossa col supporto del Gruppo MAIRE e condotta da Ipsos Italia, giunge alla sua quarta edizione con un focus Europeo che include Germania, Olanda e Polonia – portando il panel dei Paesi indagati a 17, con una base di 2.850 interviste e 25 approfondimenti con esperti. Lo studio indaga a livello globale la necessità e l’urgenza percepite rispetto all’attuazione della transizione energetica e, in essa, il ruolo della formazione delle nuove competenze richieste.

Nell’edizione 2026 della ricerca ad ogni nuovo Paese viene dedicato un singolo paper di approfondimento. Dopo la pubblicazione del focus Germania, il percorso dell’Addendum 3 prosegue con il focus Olanda.

L’indagine mostra un Paese che si distingue come uno dei mercati europei più maturi ma anche più esigenti nella valutazione della transizione energetica: un cambiamento non solo tecnologico, ma una più ampia trasformazione economica e industriale che richiede innovazione finanziaria e modelli circolari.

La consapevolezza è quasi unanime (98%) e il 59% degli intervistati si dichiara molto informato; le motivazioni principali sono il clima (35%) e la salute pubblica (30%), mentre il 33% prevede la creazione di nuovi posti di lavoro nei settori sostenibili.

Il 50% ritiene che nei prossimi 1-3 anni i costi supereranno i benefici e attribuisce alle istituzioni un ruolo chiave nel mitigare tali costi (attraverso il finanziamento di tecnologie innovative, sussidi e incentivi). Le imprese sono viste come il principale motore operativo (57%), con aspettative elevate: il 43% giudica infatti insufficienti gli sforzi attuali.

Il capitale umano riveste un ruolo centrale: il 75% indica la necessità di figure professionali “ibride” che combinino competenze tecniche (rinnovabili e materiali riciclati, entrambe al 47%) e capacità cognitive avanzate (pensiero critico 57%, problem solving 56%). Il 70% degli intervistati riconosce l’esigenza di upskilling, privilegiando tuttavia un approccio strutturale e di medio periodo: il 41% indica un orizzonte di 2-3 anni per integrare le nuove competenze.


I principali risultati della ricerca sono stati presentati il 18 maggio 2026 all’Aja, nell’ambito del Symposium Nextchem.

L’evento ha visto la partecipazione di S.E. Augusto Massari, Ambasciatore d’Italia nel Regno dei Paesi Bassi, per un saluto istituzionale; Mark Schmets (Ministero degli Affari Economici e del Clima); Pejman Djavdan, CEO Stamicarbon; Ilaria Catastini, Direttore Generale Fondazione MAIRE – ETS, che ha presentato i risultati, seguita da un panel con Fabio Fritelli, Managing Director Nextchem; Gert Jan de Geus, CEO OCI Nitrogen; Ralph Koekkoek, CEO Blue Circle Olefins; e Theo Bovens, membro del Senato olandese, con Esther van Rijswijk nel ruolo di moderatrice.

Fabrizio Di Amato, Presidente e Fondatore di MAIRE e Fondazione MAIRE – ETS, ha concluso l’evento:

“I Paesi Bassi si distinguono per una consapevolezza pressoché universale della transizione energetica, a conferma che il dibattito è andato oltre il “perché” per arrivare alla ben più impegnativa domanda del “come”. I dati ne evidenziano anche l’urgenza: la transizione energetica è inarrestabile e oggi la credibilità dipende dalla capacità di colmare il divario tra aspettative e risultati, trasformando la consapevolezza in progressi misurabili attraverso investimenti, innovazione e competenze. MAIRE può contribuire al nuovo scenario energetico grazie alle proprie capacità tecnologiche e di esecuzione.”


Per maggiori informazioni sulla ricerca “Climate Goals. Addendum 3: focus on The Netherlands”: Climate goals addendum 3 2026 | Fondazione.

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Comunicato Stampa
Climate Goals - Addendum 3: Focus on The Netherlands