CLIMATE GOALS ADDENDUM 3 (2026)

Climate Goals. Winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide
EDIZIONE 2026
ADDENDUM 3:
FOCUS GERMANIA, OLANDA E POLONIA
La nostra ricerca internazionale sulla domanda di competenze per la transizione energetica prosegue, aggiungendo nel 2026 un focus Europeo con tre nuovi Paesi – Germania, Olanda e Polonia - e portando il panel complessivo degli intervistati a 17 Paesi in 4 continenti, con 2.850 interviste (e 25 approfondimenti con esperti): Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per il Medio Oriente; India, Cina, Azerbaigian, Kazakistan e Turchia per l’Asia; Stati Uniti, Cile e Argentina per le Americhe; Algeria per l’Africa; Germania, Italia, Polonia, Olanda e Regno Unito per l’Europa.
La Fondazione MAIRE – ETS, col supporto di MAIRE, nella ricerca condotta da Ipsos Doxa, porta sul tavolo del dialogo l'urgenza percepita sulla creazione e sull’upskilling delle competenze necessarie al raggiungimento degli obiettivi climatici.
L’edizione 2026 porta con sé la pubblicazione di tre paper distinti, ognuno contenente un focus dedicato a ciascun nuovo Paese aggiunto.
Il primo è quello sulla Germania, che si distingue per l’alto livello di consapevolezza sulla transizione energetica e per una visione pragmatica, che considera il cambiamento come necessità ambientale e al tempo stesso evoluzione industriale.
Il secondo è quello sull’Olanda, che si delinea come uno dei mercati europei più maturi ma anche più esigenti nella valutazione della transizione energetica: non un cambiamento tecnologico, ma una più ampia trasformazione economica e industriale, plasmata dall’innovazione finanziaria e dai modelli circolari.
Il terzo è quello sulla Polonia, uno dei Paesi europei in cui la transizione energetica viene non viene respinta, ma piuttosto esaminata attraverso una lente fortemente razionale, in cui gli obiettivi climatici devono essere bilanciati con la stabilità socio-economica, il costo della decarbonizzazione e la necessità di proteggere i settori industriali strategici.
Nel complesso, i risultati del 2026 confermano la percezione che il vero motore della transizione energetica si sia spostato fuori dall’Europa. Le economie emergenti stanno dando priorità alla transizione come missione nazionale dall’alto verso il basso, sostenuta da alti livelli di investimento e da una forte fiducia pubblica. Cina e India si muovono più rapidamente: investono di più in istruzione e formazione per la transizione energetica e mostrano maggiore fiducia nei benefici del cambiamento. Nel frattempo, i Paesi europei – Germania, Olanda e Polonia – adottano un approccio più misurato, e in alcuni casi scettico, soprattutto nella valutazione delle priorità e del rapporto costi-benefici.
Clicca qui sotto per maggiori approfondimenti e per leggere gli studi!
FOCUS GERMANIA
Il primo paper “Climate Goals” Addendum 3 del 2026 contiene il focus sulla Germania.
Dall’indagine emerge un quadro Internazionale estremamente interessante.
La Germania si distingue per l’alto livello di consapevolezza sulla transizione energetica e per una visione pragmatica, che considera il cambiamento come necessità ambientale e al tempo stesso evoluzione industriale. I cittadini percepiscono la transizione come un processo impegnativo, che richiede sforzi immediati per liberare il potenziale futuro, mentre cresce l’attenzione verso gli ostacoli infrastrutturali e strutturali concreti che è necessario superare. Questa visione è sostenuta da un modello di governance “tripartito”, in cui responsabilità sono condivise tra politica, industria privata e cittadini. Tuttavia, le aziende private sono sempre più percepite come i principali motori del progresso operativo.
Il percorso in avanti è considerato un processo strettamente tecnico, radicato nella storica eccellenza tedesca nei settori dell’energia, dell’ingegneria e delle costruzioni e dell’automotive, e richiede un immediato sviluppo delle competenze per creare professionisti “ibridi”, capaci di combinare competenze tecniche e trasversali.
I risultati del 2026 confermano tuttavia la percezione che il vero motore della transizione energetica si sia spostato fuori dall’Europa.
I principali risultati di questo focus sono stati presentati il 26 marzo 2026 durante l’evento “Climate Goals and the reshaping of energy. Awareness and perspectives in Germany” – un evento MAIRE presso l’Ambasciata d'Italia a Berlino.
Per saperne di più leggi la news dedicata.
Il paper è disponibile solo in lingua inglese; clicca qui sotto per leggerlo o scaricarlo.
FOCUS OLANDA
Il secondo paper “Climate Goals” Addendum 3 del 2026 contiene il focus sull’Olanda.
Dall’indagine emerge un quadro Internazionale estremamente interessante.
Quello dell’Olanda si delinea come uno dei mercati europei più maturi ma anche più esigenti nella valutazione della transizione energetica, percepita non come un cambiamento tecnologico, ma come una più ampia trasformazione economica e industriale, plasmata dall’innovazione finanziaria e dai modelli circolari.
Il livello di consapevolezza è quasi unanime (98%) e il 59% dichiara di essere “molto informato” sul tema; tra le motivazioni figurano clima (35%) e salute pubblica (30%), mentre il 33% si aspetta una creazione netta di posti di lavoro nei settori sostenibili. Una visione positiva ma realistica: il 50% ritiene che nei prossimi anni (da 1 a 3) i costi supereranno i benefici, per assorbire una fase di “investimenti iniziali”.
Gli intervistati olandesi vedono nelle imprese il principale motore operativo (57%), mentre le aspettative restano elevate: il 43% giudica inadeguati gli sforzi attuali delle aziende. Le aree prioritarie sono allineate ai punti di forza percepiti del Paese: chimica verde (43%), solare ed eolico (42%), e soluzioni ICT/digitali (33%). Il capitale umano è centrale: il 75% indica come figura chiave un “professionista ibrido”, capace di unire competenze tecniche (rinnovabili 47% e materiali riciclati 47%) e abilità cognitive avanzate (pensiero critico 57%, problem solving 56%) – il nostro “ingegnere umanista”. Pur riconoscendo la necessità di aggiornare le competenze (70%), l’approccio preferito è strutturale e di medio periodo, con il 41% che indica un orizzonte di 2-3 anni per integrare nuove competenze.
I principali risultati di questo focus sono stati presentati il 18 giugno 2026, nell’ambito del più ampio Simposio Nextchem (Società del Gruppo MAIRE), durante l’evento “Climate Goals, Awareness & Perspectives” all’Aja.
Per saperne di più leggi la news dedicata.
Il paper è disponibile solo in lingua inglese; clicca qui sotto per leggerlo o scaricarlo.
FOCUS POLONIA
Il terzo paper “Climate Goals” Addendum 3 del 2026 contiene il focus sulla Polonia. Dall’indagine emerge un quadro Internazionale estremamente interessante.
La Polonia si presenta come un Paese in cui la transizione energetica non viene respinta, ma analizzata con un approccio altamente razionale, in cui gli obiettivi climatici devono essere bilanciati con la stabilità socio‑economica, i costi della decarbonizzazione e la necessità di proteggere i settori industriali strategici.
Il 58% degli intervistati dichiara di avere solo una comprensione vaga della transizione energetica, mentre appena il 39% si considera molto informato. Questo aiuta a spiegare perché la transizione energetica risulti la priorità più bassa tra i Paesi europei, e anche tra tutti i 17 Paesi del panel oggetto della nostra ricerca: solo il 20% degli intervistati la identifica come priorità principale, mentre il 66% la colloca allo stesso livello di altre questioni chiave. I risultati evidenziano un approccio nazionale cauto e pragmatico, plasmato da preoccupazioni legate alla stabilità socio‑economica, alla competitività industriale e alla sicurezza energetica.
Se il 25% degli intervistati teme perdite occupazionali nei settori tradizionali, il 31% riconosce anche il potenziale di creazione di nuovi posti di lavoro nelle industrie sostenibili. La responsabilità della transizione è percepita come equamente condivisa tra imprese private, istituzioni politiche e cittadini, mentre le aspettative restano concrete: gli intervistati chiedono maggiore innovazione da parte delle aziende, un più forte supporto istituzionale alle nuove tecnologie e una transizione basata su evidenze, ben gestita e sostenuta dallo sviluppo delle competenze. In questo contesto, la formazione emerge come fattore abilitante chiave.
I principali risultati di questo focus saranno presentati l’11 giugno 2026 durante la 13esima edizione del Congresso della Chimica Polacco, organizzato dalla Polish Chamber of Chemical Industry (PIPC) a Varsavia, il più grande e prestigioso appuntamento annuale per il settore chimico in Polonia e nell’Europa centrale, che riunisce rappresentanti della pubblica amministrazione, leader industriali, comunità scientifica e aziende attive lungo tutta la catena del valore.
La presentazione dei risultati della ricerca nel panel “Climate Goals and the Reshaping of Energy. Awareness and Perspectives in Poland” anticipa il successivo dialogo sulla transizione energetica nell’industria, con un panel che vede la partecipazione di importanti operatori del settore insieme a rappresentanti del mondo GasConTec/NEXTCHEM (parte del Gruppo MAIRE) – presenti anche con uno stand al Congresso.
Per saperne di più leggi la news dedicata.
Il paper è disponibile solo in lingua inglese; clicca qui sotto per leggerlo o scaricarlo.
CLIMATE GOALS - LA SERIE COMPLETA
In questa sezione puoi trovare tutti i report pubblicati dal 2023 ad oggi della serie "Climate Goals": ogni anno la ricerca si estende su nuovi Paesi.
Leggili tutti!




