Barbara Picutti Creative Contest

Gli archivi sono un giacimento di storie:
Il “Barbara Picutti Creative Contest” è il momento giusto per raccontarle!
Il tema di quest’anno è:
TIES TALES
Dopo il successo delle prime due edizioni, abbiamo proposto anche per il 2026 il nostro format creativo “Barbara Picutti Creative Contest”, nato grazie all’ispirazione della nostra collega Barbara Picutti, “ingegnere e umanista” – come lei stessa amava definirsi -, venuta a mancare prematuramente nel 2023.
La sfida, anche quest’anno, è stata riservata ai colleghi (attivi o in pensione) del gruppo MAIRE che potevano lasciarsi ispirare dal patrimonio archivistico (heritage) del Gruppo, conservato nel Caveau digitale (Archivio storico digitale) per scrivere un racconto.
In ogni azienda, comunità o famiglia, ciò che tiene insieme le persone non sono solo gli obiettivi comuni, ma i legami invisibili che si creano nel tempo: collaborazioni, sfide condivise, piccoli gesti di fiducia, resilienza e cambiamento.
"TIES TALES" invitava a scavare negli archivi di Gruppo alla ricerca di quei legami nascosti o dimenticati, che hanno dato forma a storie individuali e collettive.
Che si tratti di una squadra che ha superato una crisi, di una figura guida che ha lasciato il segno, di un gruppo che ha costruito qualcosa di duraturo o di un legame chimico innovativo che ha cambiato la Storia, ogni racconto è stata una testimonianza di come le relazioni, la collaborazione e il senso di appartenenza abbiano tenuto insieme le persone, generando trasformazione e progresso, per la collettività e per l’Azienda.
Perché ogni legame è un racconto, e ogni racconto ci ricorda chi siamo stati… e chi possiamo diventare.
Anche il risultato di questa terza edizione è stato straordinario, abbiamo ricevuto 27 splendidi racconti dai nostri colleghi in tutto il mondo. Ma è successo qualcosa di più, si è svelata una magia quest’anno: TIES TALES non è una raccolta di racconti, ma una conversazione a distanza, tra storie, geografie, ricordi e percorsi diversi che si completano a vicenda.
La cerimonia di premiazione si è svolta il 22 luglio 2026 in collegamento Teams, con la Giuria e i colleghi scrittori provenienti da uffici e cantieri MAIRE di tutto il mondo, per decretare un vincitore e cinque menzionati speciali:
Vincitore: Carlo Boniardi, con il racconto “Volevamo andare ai mondiali”.
Menzioni speciali:
- Laura Furlanetto, con il racconto “Ponti e arte dell’equilibrio nel deserto” – menzione speciale: cultural sensitivitycategory;
- Elena Maria Liverta, con il racconto “Il monte mangia sole” – menzione speciale: back to our rootscategory;
- Michele Forlani, con il racconto “Entanglement” – menzione speciale: narrative voicecategory;
- Michele Dabergami, con il racconto “Vai tranquillo” – menzione speciale: MAIRE’s family category;
- Shreedhar Anand, con il racconto “The human variable: a miniature at Garibaldi” – menzione speciale: heritage category.
Per tutti i dettagli su regolamento, giuria, autori e racconti di quest’anno, e per rivivere gli eventi, clicca qui sotto nei vari “+”.
Per scaricare il volume del Barbara Picutti Creative Contest - edizione 2026 TIES TALES , clicca qui:
IL REGOLAMENTO
I colleghi che vogliano partecipare al concorso devono, a pena di esclusione, seguire le seguenti regole:
1. Il concorso è riservato ai dipendenti delle Società del gruppo MAIRE e agli ex colleghi oggi in pensione. Non saranno accettate candidature provenienti dai membri della giuria del contest, dai dipendenti delle Società del gruppo MAIRE impegnati in modo continuativo nelle attività della Fondazione MAIRE – ETS e dai dipendenti della stessa Fondazione, nonché dai membri del Suo Consiglio di Amministrazione.
2. Non è ammesso l’utilizzo di AI nell’ideazione, redazione o revisione del testo. Ogni racconto deve essere inedito. Eventuali deroghe parziali (es. citazioni) devono essere segnalate e saranno vagliate dalla Fondazione MAIRE – ETS.
3. Ogni racconto può avere una lunghezza massima di 8.000 battute spazi inclusi.
4. Ogni racconto può essere proposto e candidato in lingua italiana oppure in lingua inglese.
5. Ogni racconto dev’essere collegato al tema dell’edizione 2026 “TIES TALES”, quindi al concetto del legame, e ispirato, in qualunque modo e misura, ai materiali conservati nel Caveau digitale (Archivio storico digitale) del Gruppo.
6. Ogni racconto può avere ad oggetto uno o più materiali d’Archivio.
7. Ogni racconto deve essere presentato corredato (con allegati) dalle immagini e/o dai materiali d’Archivio oggetto del racconto.
8. Ogni racconto può essere strutturato in paragrafi.
9. Non sono ammesse note a piè di pagina.
10. Verranno accettati soltanto scritti di carattere narrativo (sia storie vere sia di fantasia). Non saranno ammessi saggi, manualistica, storiografia e altre forme di scrittura.
11. Ogni partecipante può proporre un solo racconto, ma è ammessa la partecipazione in coppia o in gruppo con la candidatura di un solo racconto.
12. Il/i dipendenti che candidano il racconto rispondono integralmente del suo contenuto, in termini di proprietà intellettuale, diritto all’uso, contenuti riservati o sensibili a norma di legge.
13. Il/i dipendenti che candidano il racconto accettano di cedere integralmente alla Fondazione MAIRE - ETS i diritti d’autore sul racconto presentato.
TERMINI, MODALITÀ e INFORMAZIONI:
I racconti, corredati dalle immagini e/o dai materiali d’Archivio oggetto del racconto, dovranno essere inviati a mezzo e-mail in formato word e pdf all’attenzione di Francesca Rinaldo, all’indirizzo francesca.rinaldo@fondazionemaire.com entro e non oltre il 06/03/2026.
IL TERMINE PER INVIARE I PROPRI RACCONTI è STATO PROROGATO FINO AL 20 MARZO!
Per poter navigare il Caveau digitale (Archivio storico digitale) di Gruppo ed esplorare i suoi materiali è necessario registrarsi al Caveau tramite questo link: Login https://groupmaire.archivio.com/console/login. La registrazione è gratuita.
I racconti saranno valutati da una giuria appositamente creata.
I racconti che saranno ritenuti più interessanti verranno premiati e successivamente valorizzati attraverso la pubblicazione sui canali di comunicazione interna ed esterna della Fondazione MAIRE – ETS nonché del gruppo MAIRE, e potranno essere utilizzati dalla Fondazione per ulteriori attività esterne (es. oggetto di candidatura a contest esterni all’Azienda).
Di ogni utilizzo dei racconti sarà data notizia agli autori.
Per ogni chiarimento è possibile rivolgersi a Francesca Rinaldo, all’indirizzo francesca.rinaldo@fondazionemaire.com .
Per ogni informazione aggiuntiva sul contest visita il sito della Fondazione: https://fondazione.groupmaire.com/it/barbara-picutti-creative-contest-2026/
Buona scrittura!
LA GIURIA
La giuria, presieduta dal Presidente Fabrizio Di Amato, è composta da:
- Franco Ghiringhelli, MAIRE Group Human Resources, ICT, Organization & Procurement Senior Vice President
- Carlo Nicolais, MAIRE Group Institutional Relations, Communication & Sustainability Vice President
- Gianni Bardazzi, MAIRE Group Risk Management, In-Country Value and Special Initiatives Senior Vice President
- Sergio Paggi, Tecnimont Technology Implementation and Engineering Advisor
- Simona Dolce, MAIRE Group Corporate Affairs, Governance, Ethics & Compliance Vice President
- Maria Selli, MAIRE GroupHSE&SA and Project Quality Vice President
- Sathiamoorthy Gopalsamy, Tecnimont Engineering & Services Projects Vice President
- Edoardo Disarò, KT Tech Technology Process Engineer
- Ivana Mennella, Tecnimont Proposal & Prequalifications Management Assistant
AUTORI, RACCONTI E MOTIVAZIONI DELLA GIURIA
VINCITORE:
CARLO BONIARDI [Senior Project Engineer, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Volevamo andare ai mondiali”
Motivazione della giuria: con una scrittura limpida, vivida e profondamente cinematografica, il racconto restituisce l’Italia popolare dei Mondiali del 1982 attraverso una storia di amicizia, sogni condivisi e desideri che resistono al tempo. La narrazione si nutre di dettagli concreti e riconoscibili, dal calendario con Edwige Fenech, al pulmino, fino alle magliette azzurre, che diventano elementi visivi capaci di ancorare la memoria a una dimensione quotidiana e condivisa, mentre la passione calcistica si trasforma in linguaggio universale di appartenenza, perdita e fedeltà ai legami umani. Al centro del racconto emerge con forza la capacità della fiducia reciproca di tenere insieme un gruppo oltre il tempo e le assenze, con il ricordo di Italo che attraversa la storia come presenza silenziosa ma costante, conferendo profondità emotiva a ogni gesto e a ogni scelta. Il sogno del viaggio ai Mondiali diventa così un rito collettivo che unisce lavoro, amicizia e nostalgia in una traiettoria narrativa compatta e coinvolgente, fino a trasformare la semplicità dello stile in una forza espressiva autentica e in una verità letteraria pienamente compiuta.
MENZIONI SPECIALI:
- LAURA FURLANETTO [Senior Contracts Negotiator, MAIRE S.p.A.,Italy], con il racconto “Ponti e arte dell’equilibrio nel deserto” – menzione speciale: cultural sensitivity category
Motivazione della giuria: tra memoir professionale e racconto di formazione, il testo intreccia esperienza tecnica e osservazione umana in una narrazione capace di attraversare il contesto dei grandi progetti internazionali in uno spazio di incontro, con uno sguardo autenticamente curioso, rispettoso e privo di stereotipi. La scrittura, ricca di immagini evocative, trasfigura il linguaggio dell’ingegneria in materia narrativa — dalla sala riunioni descritta come un “acquario di vetro” al tavolo negoziale trasformato in “mongolfiera” — mantenendo sempre credibile la precisione del contesto professionale. Particolarmente riuscita è la rappresentazione delle dinamiche interculturali nei grandi progetti internazionali, rese concrete attraverso scene vive e dettagli minimi ma decisivi, come la mediazione costruita attorno a un caffè arabo e a dei datteri, gesto semplice che diventa simbolo di ascolto reciproco e fiducia, trasformando il progetto industriale in una metafora di equilibrio, collaborazione e incontro tra culture.
- ELENA MARIA LIVERTA [Sustainability Disclosure, Reporting & Performance Senior Manager, MAIRE S.p.A., Italy], con il racconto “Il monte mangia sole” – menzione speciale: back to our roots category
Motivazione della giuria: il racconto si distingue per l’originale fusione tra memoria personale ed esperienza professionale, collegando infanzia in Italia e carriera in Olanda attraverso un filo emotivo continuo e profondamente autentico. L’uso simbolico di nomi e dettagli — come “Montedison” trasformato nel poetico e quasi fiabesco “Monte mangia sole” — riesce a trasfigurare la memoria industriale in immaginario narrativo, restituendo al linguaggio tecnico una dimensione affettiva e identitaria. La narrazione intreccia scienza, chimica e lavoro con lirismo e introspezione, rendendo tangibili impianti, materiali e processi come elementi vivi dell’esperienza umana. Ne emerge una voce narrativa elegante e originale, capace di tenere insieme rigore tecnico, memoria familiare e poesia, mostrando come le proprie radici possano sopravvivere e riaffiorare anche nei percorsi professionali e geografici più lontani.
- MICHELE FORLANI [Project Director, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Entanglement” – menzione speciale: narrative voice category
Motivazione della giuria: Per l’eccezionale qualità della voce narrante, capace di fondere introspezione, ironia e tensione emotiva in uno stile di rara riconoscibilità. Il racconto si distingue per una scrittura densissima e controllata, in cui ogni dettaglio osservato — dalla geometria della fossa al suono della terra sulla bara — diventa strumento di indagine psicologica e costruzione simbolica. La lingua alterna registri alti e improvvise aperture colloquiali con naturalezza sorprendente, creando un ritmo narrativo originale e magnetico. La rivelazione finale sulla figura di zia Giada non viene mai trattata come artificio narrativo, ma come compimento umano e affettivo di un legame profondo. Un testo di forte maturità letteraria, in cui stile e contenuto risultano perfettamente inseparabili.
- MICHELE DABERGAMI [Construction HSE Training Coordinator, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Vai tranquillo” – menzione speciale: MAIRE’s family category
Motivazione della giuria: con grande misura emotiva e autenticità narrativa, il racconto affronta il dolore della perdita e il difficile gesto del lasciar andare una figura paterna amata. La scrittura evita ogni sentimentalismo, affidandosi invece alla forza dei dettagli quotidiani e dei silenzi, attraverso cui il lutto diventa esperienza condivisibile e profondamente umana. La menzione riconosce la capacità dell’autore di portare dentro al Contest una vicenda personale intima e universale insieme, ricordando come nella comunità MAIRE trovino spazio non solo i progetti e il lavoro, ma anche le storie di vita, gli affetti e la memoria delle persone.
- SHREEDHAR ANAND [Project Engineer, Tecnimont Private Limited, India], con il racconto “The human variable: a miniature at Garibaldi” – menzione speciale: heritage category
Motivazione della giuria: per la capacità di trasformare il concetto di heritage in una memoria concreta, tecnica e profondamente umana, il racconto restituisce il valore del patrimonio industriale non come semplice eredità del passato, ma come continuità di esperienza, conoscenza e responsabilità condivisa. Lo spazio di Garibaldi diventa un luogo simbolico dove il sapere si tramanda attraverso le persone, i gesti e le relazioni costruite nel tempo. Particolarmente significativa la riflessione racchiusa nell’immagine secondo cui “every pipe represented a small act of trust”: una sintesi efficace dell’idea che ogni opera ingegneristica sia prima di tutto il risultato di fiducia reciproca, collaborazione e memoria collettiva. Con una scrittura elegante e misurata, il racconto celebra l’heritage come valore vivo, capace di unire generazioni, competenze e visioni.
PARTECIPANTI:
PAOLO VARDANEGA [Catania Operating Center IE&CS Engineering Head of Department, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Lettera aperta alla concittadina Barbara”
FABIO SESSI [Material Supply Management Senior Engineer, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Il dono”
ALESSANDRO GESUALDI [Material Preservation Engineer, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Anno 2036”
MARCO D’ARCANGELIS [Civil Project Leader, KT - Kinetics Technology, Italy], con il racconto “MATS”
CHIARA ARDORE [Digital Document Control Coordinator, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Oltre i numeri”
ENES KILINC [Peq Buyer, Stamicarbon B.V., The Netherlands], con il racconto “Samsaræ”
STEFAN VANDEBRIL [Commissioning Director, Tecnimont Abu Dhabi BO, U.A.E.], con il racconto “My desert legacy”
JEREMIAH MAGTOTO VALENZUELA [Construction Hse Engineer, Tecnimont Abu Dhabi BO, U.A.E.], con il racconto “The saga of the dew-catchers”
FABIO FERRARI [Circular Carbon And Integrated Solutions Head Of Department, KT Tech S.p.A, Italy], con il racconto “La generazionale catena di Mnemosine - 2107”
ANITHA PREMAN [Executive Assistant, Tecnimont Abu Dhabi BO, U.A.E.], con il racconto “A tale of bonds spun by destiny”
ANTONIO DE SIMONE [Digital Document Controller, Tecnimont S.p.A, Italy], con il racconto “Contrada Caracas”
NILESH PRABHAKAR JOSHI [Cost Control Engineer, Tecnimont Private Limited, India], con il racconto “The divine connection”
MOHTAS MODIER [Intern, Fondazione MAIRE — ETS, Italy], con il racconto “Beyond the mountains: a journey written in dust and determination”
GABRIELE PASINI [Project Procurement Coordinator, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Il punto di vista di una fotografia”
ENZA MESSINA [Cost Control Junior Engineer, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “I fili invisibili”
NICOLA DALBOSCO [Should Cost Analyst, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Ri-legati per sempre”
FEDERICA MESSINA [Contract Junior Engineer, Tecnimont S.p.A., Italy], con il racconto “Un cantiere che profuma di casa”
ADRIANA DALLA LANA [Public Funding & Grants Specialist, Met Development S.p.A., Italy], con il racconto “La pista nel cielo”
MIRKO AVAKUMOVIĆ [Senior Contract Engineer, Nextchem S.p.A., Italy], con il racconto “300 humans in the loop”
MAURIZIO RIGOLIO [Group Environmental Sustainability Manager, MAIRE S.p.A, Italy], con il racconto “Patience pays”
AMOL PARAB [Civil & Structural Design Engineer, Tecnimont Private Limited, India], con il racconto “The last train”
*I job title si intendono alla data di partecipazione al contest, aprile 2026
CELEBRAZIONI
Il momento tanto atteso è arrivato anche quest’anno: 22 luglio 2026, le celebrazioni del talento dei nostri colleghi che quest’anno si sono messi in gioco con coraggio e sentimento, regalandoci legami invisibili!
Nella mattinata, in collegamento Teams da varie sedi nel mondo, la Giuria ha decretato il vincitore e i cinque menzionati speciali di questa terza edizione del contest.
Nel pomeriggio, abbiamo voluto stupire i nostri colleghi: l’Auditorium della sede MAIRE alle Torri Garibaldi di Milano è stato trasformato in un teatro, dove la maestria e le voci di Riccardo Mei, Margherita Mei e Andrea Carpiceci hanno teatralizzato, interpretato e letto tre dei racconti premiati, in un’atmosfera intima e soffusa.
La celebrazione è stata resa disponibile in streaming worldwide per tutti i colleghi del Gruppo e presto il girato sarà disponibile, sottotitolato in inglese, su questa pagina!
Grazie alla nostra Giuria e al Comitato tecnico; grazie a tutti i colleghi che si sono messi in gioco anche quest’anno con talento e passione!
Alla prossima edizione!
TRIBUTO
Che i nostri colleghi abbiano fantasia e talento, l’abbiamo scoperto con le prime due edizioni del concorso. Ma quest’anno un altro elemento ha catturato l’attenzione della Giuria e del Comitato tecnico: le connessioni invisibili tra i racconti. Scritti in momenti diversi, geografie diverse e da persone diverse – eppure in grado di completarsi l’un l’altro, come in un puzzle.
Ve lo racconta il tributo della nostra Heritage Manager Francesca Rinaldo:
Non è una raccolta di racconti.
È una conversazione che avviene a distanza.
Ogni storia sembra nascere da sola, autonoma.
Eppure, pagina dopo pagina, emerge qualcosa di inatteso: un racconto sembra completare l’altro, come se le stesse domande attraversassero voci diverse, trovando altrove una risposta.
Tutto comincia dai legami invisibili.
In Lettera aperta alla concittadina Barbara di Paolo Vardanega, la vita è una trama di coincidenze, ricordi e connessioni che emergono solo col tempo. È una ricerca, quasi ostinata, di senso nei legami.
E I fili invisibili di Enza Messina sembra raccogliere quella ricerca e darle forma: i legami non sono solo ricordi, ma strutture profonde che continuano a unire, anche quando non si vedono.
Poi il tema si sposta, ma non si interrompe: diventa eredità e passaggio di testimone.
Il dono
di Fabio Sessi racconta un’eredità incompiuta, un progetto lasciato indietro che trova compimento in un’altra vita.
E La generazionale catena di Mnemosine 2107 di Fabio Ferrari
amplia quella intuizione: ciò che lasciamo non è mai solo nostro, ma entra in una catena più grande, collettiva, che attraversa generazioni.
Da qui nasce un’altra domanda: cosa resta, quando tutto sembra perdersi?
In Anno 2036 di Alessandro Gesualdi, la memoria è fragile, affidata a un supporto digitale, ultimo frammento di un mondo scomparso.
E Il punto di vista di una fotografia di Gabriele Pasini risponde con delicatezza: la memoria resiste proprio nei dettagli, negli sguardi, nelle immagini che custodiscono ciò che il tempo cancella.
Ma non tutti i legami sono emotivi. Alcuni nascono nei progetti, nel lavoro, nei numeri.
In Oltre i numeri di Chiara Ardore, emerge il limite dei modelli e delle simulazioni: qualcosa sfugge sempre.
E allora arriva 300 humans in the loop di Mirko Avakumovic che da una risposta chiara: quel qualcosa sono le persone, con la loro esperienza, intuizione, imperfezione.
Ed è proprio qui che il dialogo si scalda e diventa umano, quasi intimo.
In Patience Pays di Maurizio Rigolio, un italiano scopre, lentamente, che l’India non è più solo un luogo di lavoro, ma una parte di sé. Il tempo, la cultura, le relazioni lo trasformano.
E, come in una risposta speculare, The Human Variable di Shreedhar Anand racconta Milano attraverso gli occhi di chi arriva da lontano: una città che diventa familiare, attraversata con curiosità e rispetto.
Due racconti indipendenti, due direzioni opposte.
Ma lo stesso tema: il sentirsi a casa altrove.
Questo stesso tema si espande nei racconti di cantiere e deserto, dove il lavoro diventa esperienza umana.
MATS
di Marco D’Arcangelis, Ponti e arte dell’equilibrio nel deserto
di Laura Furlanetto, My Desert Legacy di Stefaan Vandebril
e A Journey Written in Dust and Determination di Mothas Modier Anwar
raccontano sfide tecniche, ma soprattutto incontri tra culture, persone, visioni.
E Un cantiere che profuma di casa di Federica Messina sembra rispondere a tutti: anche nei luoghi più lontani, ciò che conta davvero è il senso di appartenenza che si costruisce insieme.
C’è poi un filo più profondo, quasi invisibile: quello del destino, del ciclo, della connessione universale.
Samsaræ
di Enes Kilinc, The Saga of the Dew-Catchers di Jeremiah Valenzuela e The Divine Connection di Prabhakar Joshi Nilesh
esplorano mondi in cui tutto è interconnesso.
E A Tale of Bonds Spun by Destiny di Anitha Preman sembra dare loro una chiave: i legami non sono casuali, ma tessuti nel tempo.
E quando il legame si confronta con la perdita?
Entanglement di Michele Forlani, Vai tranquillo di Michele Dabergami e The Last Train di Parab Amol raccontano l’assenza, il vuoto, la separazione.
Ma Ri-legati per sempre di Nicola Dalbosco risponde con una certezza: i legami non si interrompono, si trasformano.
Infine, ci sono i luoghi.
Contrada Caracas di Antonio De Simone, La pista del cielo di Adriana Dalla Lana, Il monte mangia sole
di Elena Liverta mostrano geografie diverse, esperienze lontane.
Ma tutte sembrano dirsi la stessa cosa: i luoghi non sono sfondi, sono parte delle storie, e finiscono per diventare parte di noi.
E poi, quasi in chiusura, una voce corale e inattesa.
Volevamo andare ai mondiali di Carlo Boniardi parla di amicizia, sogni, perdita.
Questo racconto raccoglie tutte le altre voci: perché anche lì, come ovunque nella raccolta, ciò che resta è il legame.
Così, alla fine, la struttura si rivela per quello che è davvero:
non una sequenza di racconti,
ma una rete di domande e risposte tematiche.
Ogni autore scrive la propria storia.
Ma, senza saperlo, qualcuno – altrove – sta già rispondendo.
TIES TALES - i singoli racconti
In questa sezione puoi leggere e scaricare i singoli racconti del libro.
Buona lettura!
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